“Marginalia” al Salone del Libro 2019


Sono Allì Caracciolo. Il presente breve promemoria circa un evento significativo importante:

la presentazione al Salone Internazionale del Libro di Torino di un mio libro, MARGINALIA, a suo tempo Primo Premio Assoluto per l’inedito, a seguito del quale venne pubblicato in Milano da Prometheus Editrice, particolarmente attenta alla ricerca poetica e letteraria.

Si tratta di un poemetto reputato molto particolare e innovativo, che oggi può vantare recensioni importanti tanto da essere presentato nel prestigioso Salone del Libro.

La presentazione avverrà il giorno

10 maggio, ore 20, PADIGLIONE 1 (C44-D43) via Nizza, 294,

e sarà tenuta dal docente dell’Università di Siena, prof. FRANCESCO SOLITARIO**, che ha scritto lo splendido saggio iniziale del libro: QUEL NULLA D’INESAURIBILE SEGRETO, e che tenne altresì un corso monografico sul detto poema nella sua Università.

**FRANCESCO SOLITARIO: Cattedra di Estetica e di Filosofia dell’Arte Contemporanea; Direttore della sezione di Estetica comparata del Centro Internazionale di Studi Comparati “I Deug Su” Università di Siena.

SINTETICA DOCUMENTAZIONE CRITICA

DOCUMENTO 1.

Dalla SCHEDA di Francesco Solitario per il Salone Internazionale del Libro, Torino

Basta aprire il libro di Allì Caracciolo, che si ha subito l’impressione di trovarsi di fronte a qualcosa di “diverso” da qualsiasi altro libro. Certo, è un libro di poesia, e come tale si presenta di primo acchito, ma anche di filosofia, di teatro, di scenografia, di pittura, di danza e, perché no, in un certo senso, anche di musica. Arte al completo, e non solo, ma una sintonia di effetti e una sinergia di contenuti che vanno in una direzione ben precisa. Nel libro, infatti, si trovano, in sostanza, pagine “bianche”, circondate da scrittura ai “margini” dei quattro lati della pagina stessa. Esattamente il contrario, in genere, di quanto si trovi in un libro comune: scrittura piena al centro della pagina, circondata ai quattro lati da margini bianchi. Il limite della pagina bianca di Caracciolo, i margini, diventa dunque una soglia, un transito verso qualcosa che, tra la figura-immagine totalmente bianca e i margini che la identificano, va oltre il visibile, accedendo a quella dimensione dell’invisibile, paradossalmente più reale e concreta del visibile. Il margine è una “passerella gettata sul vuoto”. La pagina bianca, lo spazio bianco, lontani dall’essere rimembranza ermetica, è filosofica “figurazione” di vuoto.  I cui margini segnano una rigorosa etica, quella della Poesia.

Figura vera e propria, immagine, seppure vuota, ma pur sempre immagine del vuoto! Ma la pagina bianca, e il vuoto, ci spingono verso altre inaudite pretese, e altrettante profondità sospese tra dicibile e indicibile.

Perché la parola, ai margini del vuoto, è in realtà sospesa ai margini del silenzio. La parola, così, si interrompe dove stabilisce dei margini, ovvero la parola cede il suo spazio comunicativo, o evocativo, a ciò che dovrebbe essere ai suoi margini: il Vuoto!

Ovvero la scrittura si pone ai margini della pagina, e disegna al suo interno una pagina bianca, un Vuoto, che prende il posto, e il ruolo, comunicativo, evocativo o conoscitivo, della Parola! Ove Poesia è Conoscenza e Silenzio.

DOCUMENTO 2.

[…] Nelle pagine di Allì Caracciolo, l’infinito rinvio che pone la mediazione linguistica si arresta e si capovolge trasmutandosi in immediatezza, così che “la trasparenza del segno” diventa “rifulgenza della forma”. Una sorta di “parola assoluta” che sigilla il ciclo espressivo e non si attende nulla fuori di sé. Era il sogno impossibile di Paul Celan, quello che non gli è riuscito mai di raggiungere, una “inaudita pretesa”. […] «il poema che non esiste» (Celan).

Caracciolo, con un colpo di genio, sembra aver risolto il problema “irrisolvibile” di cui parlavano Ungaretti e Langella: «la permanenza di un residuo inespresso di “quel nulla / d’inesauribile segreto”, che come uno zoccolo duro resiste a qualsiasi trattamento verbale e decreta il parziale fallimento della parola umana». Caracciolo procede in una operazione quasi cabalistica: la parola si interrompe dove stabilisce dei margini […]

Da Francesco Solitario, Quel nulla d’inesauribile segreto, in A. Caracciolo, Marginalia. e F. Solitario, Il linguaggio poetico tra silenzio e parola assoluta, Prometheus, Milano 2012.

DOCUMENTO 3

[…] In questa raccolta non sono soltanto le parole che contano, ma anche quello che sta tra le parole. […] pagine certo inusuali, dove la disposizione grafica diviene fondamentale e dove i versi, che emergono dal tessuto della pagina all’apparenza come piccole gocce, si caricano di una potenza incredibile. Essi sono criptici, misteriosi, arcani […] in quel silenzio dove le cose […] si mostrano all’improvviso, dall’apparente vuoto, rappresentato dal grande ed elegante manto della pagina che stiamo leggendo, il quale si trasforma quindi in una sorta di oracolo divino. […]

Da Stefano Duranti Pocetti, Al cuore della conoscenza attraverso il «vuoto», Il Borghese, XVIII, 3.

Inoltre: Saggio di Giuseppe Langella, La fiorita dei poeti teologi, <<POLIFEMO>>, 2011; XI (3): 483-514.