Santa Giovanna La Pazza melologo-concerto


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SANTA GIOVANNA LA PAZZA 

MELOLOGO ~ CONCERTO PER VOCE RECITANTE E STRUMENTI

 

Interprete: Maria Novella Gobbi
Violino: Adriano Taborro
Chitarre: Andrea Del Signore

Regia: Allì Caracciolo

Produzione StA in collaborazione con il gruppo La Macina

 

 

Lo spettacolo:

Spettacolo teatrale proposto in forma di concerto, che rappresenta un nuovo momento di ricerca dello STA, diverso dalla drammaturgia della messa in scena in prosa: un melologo che è una Prova d’Attore, nella quale l’interprete si trova a dover riprodurre tutte le Vocida quella del giudice che la interroga in frammenti di processo evocati da frammenti di ricordo, a quelle della sua visione, dal delirio a quelle della ‘follia’: Voci di Fate che la sospingono al Sogno; Voci dal Cielo che la esortano a combattere per la Francia; la Voce del Giudice, in particolare, (che pronuncia passi testuali dal processo storico condotto contro Giovanna d’Arco nel 1431 e conclusosi con il rogo) carica di tutte le complesse motivazioni, implicazioni politiche e capziosità delle accuse; Voci della folla urlante che anch’essa l’accusa; le terribili Voci della violenza e dello sterminio, che poco a poco invadono ogni suo ricordo con echi orribili di grida degli uccisori e delle vittime.

La vocalità complessa implicata dal testo comporta una drammaturgia della voce che, posta in partitura con gli strumenti musicali utilizzati in modalità anche insolite, si articola in suggestioni evocative di quel silenzio e quel vuoto che costituiscono lo spessore per così dire ‘filosofico’ della testura vocale nel ripercorrere quella tematica. Ricerca di una Phoné che, svincolandosi dalla funzione di veicolo semantico, portatore di significato, diventa essa stessa significato, e in tale costituirsi si fa soggetto tragico, statuto ontologico dell’essere-personaggio nell’istante nel luogo, nel tentato liberarsi dall’istante dal luogo, puro evento.

La Musica non costituisce il sottofondo alla parola del Personaggio, come di solito si pratica, bensì è la voce della sua Anima, percorsa dal Sogno o dall’Orrore, nella sua graduale acquisizione di Conoscenza.

 

“Giovanna è la solitudine emblematica di ogni esperienza di vita, consumata sulla soglia, che è anche divisione e frattura, di ogni ente, in sé e da altro.
Il testo-azione teatrale assume Giovanna quale figura dell’esperienza dolorosa della frattura che ogni ente è e sperimenta in se stesso. Dapprima, come illusione di una perduta metà, furiosamente inseguita fuori di sé; poi come la metà perduta che si creda di aver trovato in sé, per ricostituirsi quale solida sostanza; infine, come esperienza di sé quale frammento vuoto di vuoto universo di frammenti vuoti, quale anelito al vuoto di ogni altro frammento. […] Il testo non ha intenti narrativi e tanto meno filologici. Nasce da una perfetta informazione dei documenti e delle carte dei processi, talvolta parcamente citati. Essi vi figurano come contenuto manifesto di un sogno. Quel che a noi interessa, del sogno poetico e drammaturgico, è il contenuto latente. E questo è meditazione sulla condizione umana, […] nella sua dimensione ontologica. […]
Giovanna, avviandosi al compimento del suo destino, nella suprema consapevolezza che sia concessa a essere umano, attraversa la propria stessa immagine in una «inestinguibile vertigine»”.

Così Filippo Mignini in Il silenzio delle cose, scritto introduttivo alla edizione del testo.

È l’ampia risonanza dell’Ora in cui si modula e perde il non-accadimento/l’accadimento: brandelli di ripercosse voci che interrogano accusano ossessionano l’occhio-orecchio frantumando il soggetto in infinite rifrazioni ove la proiezione di sé, la memoria, la visione l’allucinazione, le Voci, L’Arcangelo D’Oro, il Sogno, la Morte, la Follia costituiscono lo smembrato viaggio nel/verso il Vuoto, alla ricerca di un frammento di sé a cui ricongiungersi nella disperata utopia della Somiglianza. E del Riconoscimento.
È l’ultima ora di vita della Santa Giovanna in quanto l’unica ora di esistenza de La Pazza.

La Regista
Allì Caracciolo

RIFERIMENTO BIBLIOGRAFICO
Allì Caracciolo, Santa Giovanna La Pazza, Prefazione di Filippo Mignini, Spinea-Venezia, Edizioni del Leone, 1998.